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Giovanni Hänninen, Cittàinattesa, Galleria Bel Vedere, Milano.

Giovanni Hänninen, Cittàinattesa, Galleria Bel Vedere, Milano.
Il progetto fotografico Cittàinattesa di Giovanni Hänninen ricostruisce una città virtuale con pezzi di Milano dimenticati. Prende forma una realtà urbana assemblata con luoghi anacronistici, che sembravano aver esaurito la loro missione, ma anche con edifici che sarebbero ancora in grado di vivere e servire la cittadinanza. È una città dormiente, rannicchiata fra grattacieli e grandi opere di una metropoli affamata di suolo. Incuria, fallimenti, ragioni economiche, motivi politici, progetti abortiti ancor prima di essere compiuti. Sono molteplici le cause che hanno reso questi edifici invisibili e, spesso, rifugio degli “invisibili”. Non si tratta di periferie di una città in ritirata, ma luoghi sparsi su tutto il tessuto urbano di una metropoli che sfida il cielo con nuove torri. Una Milano assente, troppo distratta...

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Robert Motherwell,
i primi collage.
Peggy Guggenheim Collection, Venezia, dal 26 maggio.

Robert Motherwell, 
i primi collage.
Peggy Guggenheim Collection, Venezia, dal 26 maggio.
Una mostra focalizzata su papiers collés di Robert Motherwell, 1915-1991, e a opere su carta a essi legate, realizzate nel decennio tra il 1941 e il ’51. Con oltre 40 lavori, l’esposizione è anche un omaggio a Peggy Guggenheim, tra le prime mecenati dell’artista americano. Grazie al suo incoraggiamento e sotto la tutela di Robert Matta, surrealista cileno emigrato, Motherwell descrive la scoperta della tecnica del papier collé come “la più grande tra nostre scoperte [artistiche]”. Tagliando, strappando e stendendo strati di carta incollata, Motherwell porta in scena il tumulto e la violenza del mondo moderno, facendosi nuovo e originale portavoce dell’arte americana del secondo dopoguerra. L’artista produce sia collages di figure astratte che pure astrazioni, e nel 1952 le influenze surrealiste predominanti nelle sue prime creazioni lasciano definitivamente spazio al suo stile più maturo, fermamente radicato nell’Espressionismo astratto americano.

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Audubon’s Aviary: The Complete Flock, part 1.
New-York Historical Society, New-York.

Audubon’s Aviary: The Complete Flock, part 1.
New-York Historical Society, New-York.
Qualche giorno fa inaugurata a New-York presso la New-York Historical Society la straordinaria mostra Audubon’ s Aviary: The Complete Flock, part 1. Fino al 19 maggio in mostra la prima sezione, poi a seguire nel 2014 e fino al 2015 le altre due sezioni.
I visitatori avranno la opportunità di vedere, in sequenza e per intero, anche la monumentale opera di John James Audubon, The Birds of America. Audubon, americano di origini francesi, uomo di arte e di scienza, straordinario interprete della grande cultura artistico-naturalista americana, inizia a dipingere The Birds of America nel 1827 e termina nel 1837. L’ opera è un monumento: per ampiezza della ricognizione scientifica, 435 speci di diversi uccelli, e per il valore artistico degli acquerelli di inusuale e ampissimo formato. Ognuno dei 435 soggetti è ritratto in formato naturale. La mostra è curata da Roberta J.M.Olson, direttore della sezione Drawings della New-York Hisorical Society.

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